Nazismo 1



Gli  Strumenti  del  Potere



SS

 SS (sigla delle parole ted. Schutz, protezione e Staffel, reparto). Formazione di polizia militarizzata del partito nazionalsocialista tedesco. Le SS, o milizie nere, furono create nel 1925, con un effettivo di 400 uomini, come guardia del corpo preposta alla difesa degli oratori nazisti, soprattutto di Hitler, durante i comizi e le pubbliche adunate. Poste sotto il comando di H. Himmler (1929), dalla fine del 1930 subordinato a Röhm e, dopo l'assassinio di quest'ultimo e l'epurazione nel 1934 delle SA (che ostacolavano il completo controllo della polizia tedesca da parte della gerarchia nazista), direttamente dipendente da Hitler, acquistarono un'influenza sempre maggiore nel Reich (nel 1939 raggiunsero 240.000 effettivi), della cui sicurezza interna furono da allora responsabili. Divennero ben presto l'avanguardia dell'ideologia nazista sottoponendosi con cieco fanatismo all'applicazione dei suoi princìpi (codice matrimoniale per i membri delle SS in modo da difendere la purezza della razza germanica; fondazione di scuole speciali per le loro future mogli, ecc.). Con l'istituzione del RSHA (Reichssicherheitshauptamt, ufficio centrale per la sicurezza del Reich, 1939), le SS passarono, unitamente alla Gestapo, alle dipendenze di questo ufficio estendendo così il controllo sulla politica dello Stato; nei territori occupati furono invece responsabili dell'organizzazione dei campi di concentramento e di sterminio ove venivano avviati gli esponenti dei movimenti di resistenza e gli ebrei. Infine costituirono delle vere e proprie unità militari, dette Waffen-SS, raggruppate in reggimenti (1940) e più tardi (1941- 1942) in un corpo d'armata (divisioni "das Reich" e "Adolf Hitler"), quindi formarono la 6ª armata corazzata comandata da Sepp Dietrich durante l'offensiva delle Ardenne (1944). Nelle Waffen-SS furono incorporate anche varie unità di volontari stranieri provenienti da tutta Europa. Le SS svolsero un ruolo decisivo nella repressione seguita al fallito attentato contro Hitler (20 luglio 1944). Il tribunale di Norimberga dichiarò criminosa ogni attività svolta dalle SS.

SA

SA, sigla di STURMABTEILUNGEN (voce ted., reparti d'assalto), formazioni paramilitari del partito nazionalsocialista tedesco. Create dapprima in Baviera da Hitler, quando nel 1921 fu nominato capo del partito, le SA (6.000 uomini nel 1922) furono organizzate militarmente dal capitano Röhm e inquadrate da ex ufficiali dell'esercito e comandate dal gennaio 1923 da Hermann Göring. Su di esse si basò Hitler nel 1923 per tentare il putsch di Monaco contro il governo bavarese. Nonostante il fallimento del colpo di mano e l'arresto e la condanna di Hitler e di alcuni tra i suoi più diretti collaboratori, le SA non furono soppresse e costituirono negli anni successivi la forza armata del partito nazista bavarese. Nel 1931, a seguito del crescente successo di Hitler e del nazionalsocialismo, furono creati corpi di SA (detti anche "camicie brune" dal colore della loro divisa) in ogni Land della repubblica di Weimar, e ne fu affidato il comando a Röhm col grado di capo di SM. Le SA furono uno dei più importanti strumenti per la conquista del potere da parte di Hitler e per il consolidamento della sua autorità nei primi mesi del cancellierato, soprattutto dopo l'integrazione (luglio 1933) degli appartenenti agli Elmi d'acciaio di età inferiore ai trentacinque anni. Alla fine del 1933 c'erano in Germania oltre 3 milioni di SA e il loro capo, Röhm, era stato nominato ministro senza portafoglio; la loro potenza era al culmine: disponevano di proprie carceri (una ogni Sturmgruppe) e di propri campi di concentramento (nei quali furono rinchiusi nel 1933 sino a 50.000 prigionieri); avevano completa libertà d'azione essendo indipendenti dalla Gestapo. Ma la loro potenza incontrò l'ostilità di Himmler, Göring e Heydrich, della destra conservatrice, di von Blomberg e dell'esercito. Prendendo a pretesto le discutibili abitudini private di Röhm e di gran parte dei suoi quadri ufficiali, i continui scandali da questi provocati nei loro raduni, e accreditando le voci (abilmente diffuse da Himmler e Göring) di una "seconda rivoluzione" sociale a carattere fortemente eversivo progettata da Röhm, Hitler decise di procedere a una epurazione (in seguito chiamata "purga Röhm") delle SA che avvenne il 30 giugno 1934. Decapitate dei loro comandi e trasformate in organo di preparazione militare e di propaganda, le SA videro diminuire rapidamente il numero dei loro appartenenti anche se nel 1936 contavano ancora un milione di uomini, comandati da uno SM, divisi in 21 gruppi articolati su 27 brigate e 627 reggimenti (Standarten). Nel 1939 la maggior parte delle SA fu incorporata nella Wehrmacht.

Gestapo

Gestapo [ghe] (abbrev. di GEheime STAatsPOlizei), polizia segreta di Stato istituita il 26 aprile 1933 con un decreto di Göring, allora presidente del Reichstag e ministro degli interni di Prussia. Sorta inizialmente solo nella Prussia, la Gestapo iniziò subito un'epurazione capillare che si estese dall'interno della stessa polizia alla magistratura, agli uffici amministrativi statali sino alle industrie private tra gli impiegati e gli operai. Oppositori politici ed ebrei, denunciati da quelle delazioni anonime che, incoraggiate dalla Gestapo, divennero un costume di vita, furono posti immediatamente sotto controllo, arrestati e imprigionati nei campi di concentramento. L'attività della Gestapo fu diretta anche a eliminare la concorrenza delle SA di cui ogni comandante possedeva una prigione personale in cui rinchiudeva i "propri" prigionieri. Per Göring le SA rappresentavano un grande ostacolo al completo controllo della polizia tedesca, e come tali dovevano essere soppresse. Ma a questo scopo occorreva contrapporre un organismo più efficiente, compito che nel 1934 fu affidato a Himmler, assistito da Heydrich. Quest'ultimo fu in pratica il vero organizzatore di quella macchina perfetta e brutale. La "purga Röhm" [o "notte dei lunghi coltelli"] del luglio dello stesso anno ne fu un'agghiacciante prova. In quello stesso anno la Gestapo aveva intanto esteso la sua organizzazione su tutta la Germania; la mancanza di una legge che ne regolasse l'attività fece sì che essa operasse sino al 1936 nell'illegalità più assoluta: nessuna autorità prese provvedimenti contro di essa e i tribunali rifiutarono di prendere in considerazione i ricorsi contro i suoi ordini, in quanto nessuna norma li vietava. Il 10 febbraio 1936 Göring emanò un decreto che permetteva alla Gestapo di esercitare compiti di polizia su tutto il territorio dello Stato e negava ufficialmente la possibilità di ricorrere contro i suoi atti ai tribunali amministrativi. Con successivo decreto del 17 giugno 1936 Himmler veniva nominato capo di tutte le polizie tedesche riunite in una sola organizzazione a sua volta ripartita in due grandi rami: l'ORPO (Ordnungspolizei) polizia d'ordine, e la SIPO (Sicherheitspolizei) polizia di sicurezza. La prima, in uniforme - comprendente i servizi di polizia cittadina, amministrativa e fluviale, la gendarmeria, la guardia costiera e i pompieri - era diretta dall'ufficiale delle SS, Daluege. La seconda, in borghese, diretta da Heydrich - comprendente la Gestapo e la KRIPO (Kriminalpolizei) polizia criminale - era incaricata di "ricercare ed eliminare tutti i movimenti che, in veste di mandatari dei nemici politici del popolo tedesco, tentano di distruggere l'unità nazionale e di annientare la potenza dello Stato e del partito" e soprattutto doveva agire contro "gli individui che per degenerazione fisica o morale si sono estraniati dalla comunità popolare e che nel loro personale interesse violano le disposizioni vigenti a garanzia dell'interesse generale". Anche il servizio di sicurezza del corpo delle SS nel Reich (SD, Sicherheitsdienst des Reichsführers SS), che era in sostanza la polizia delle SS, era aggregato alla SIPO e posto alle dipendenze di Heydrich, ma rimaneva indipendente e staccato dagli organi statali. Per svolgere i suoi compiti la Gestapo disponeva di mezzi pressoché illimitati; aveva anche il compito teorico di dirigere i campi di concentramento, che di fatto invece furono sempre diretti dalle SS. La sua sede era nella Prinz-Albrechtstrasse di Berlino, divenuta tristamente celebre; aveva ispettorati regionali e commissariati speciali alle frontiere, particolarmente attivi dal 1936 al 1939, incaricati di svolgere l'attività all'estero. Un ufficio della Gestapo entrò in funzione, già prima della guerra, presso il consolato tedesco di Parigi, dove diresse molti servizi d'informazione e gruppi di sabotaggio mascherati da agenzie turistiche e commerciali. Essendo riuscita a inserirsi in ogni ambiente della classe dirigente del Reich (amministrazione pubblica, forze armate, insegnamento, ecc.), la Gestapo divenne l'arma più terribile dell'oppressione nazista. Dopo l'invasione della Polonia fu creato, il 27 ottobre 1939, il RSHA (Reichssicherheitshauptamt, ufficio centrale per la sicurezza del Reich) nel quale furono riuniti i servizi inquirenti, investigativi e informativi sia politici che criminali, diviso in sette Ämter o reparti di cui il quarto era la Gestapo. Il RSHA dette alle SS la possibilità di controllare tutta la politica del Reich perché esso fu posto alle dipendenze del ministro degli interni e nello stesso tempo fu considerato come uno dei principali servizi SS. A capo del RSHA fu messo Heydrich, che venne anche nominato direttore dello stesso servizio per i territori occupati dove esplicò una feroce attività di repressione di vere e presunte organizzazioni di resistenza. Dopo l'uccisione di Heydrich da parte dei partigiani cèchi (1942) la direzione dello RSHA passò il 30 gennaio 1943 a Kaltenbrunner, capo delle SS in Austria. Egli perfezionò il sistema dei campi di concentramento e di sterminio ed estese su tutta l'Europa occupata il regime poliziesco del III Reich. Dal febbraio dell'anno successivo anche i poteri dell'Abwehrfurono trasferiti alla Gestapo che raggiunse così il completo controllo delle forze armate.

Hitlerjugend

(“Gioventù hitleriana”), movimento giovanile del partito nazionalsocialista tedesco (1926-1945), incaricato della formazione ideologica, politica e premilitare della gioventù tedesca, organizzato da Baldur von Schirach.
Unico movimento giovanile autorizzato in Germania a partire dal 1933, comprendeva vari raggruppamenti — dai dieci anni ai diciotto per i maschi e sino ai ventuno per le femmine (Jungvolk, Bund Deutscher Mädchen, ecc.) —, incaricati durante la guerra di missioni paramilitari.



I Protagonisti

 


 
Ludwig Von Beck Fedor Von Bock Werner Von Blomberg Martin Bormann Walter Von Brauchitsch
Wilhelm Canaris Kurt Daluege Karl Donitz Adolf Eichmann Theodor Eicke
Hermann Frank Wilhelm Frick Werner Von Fritsch Hermann Goering Paul Joseph Goebbels
Heins Guderian Franz Halder Konrad Henlein Rudolf Hess Reinhard Heydrich
Heinrich Himmler Paul Ludwig Von Hindenburg Alfred Jodl Gustav Von Kahr Ernst Kaltenbrunner
Wilhelm Keitel Robert Ley Werner Lorenz Erich Ludendorff Erich Von Manstein
Franz Von Papen Friedrich Von Paulus Erich Raeder Walter Von Reichenau Joachim Von Ribbentrop
Ernst Rohm Erwin Johannes Rommel Alfred Rosenberg Karl Rudolf Von Rundstedt Hjalmar Schacht
Kurt Von Schleicher Carl Schmitt Hans Von Seeckt Arthur Seyss-Inquart Albert Speer
Claus Stauffenberg Gregor Straber Julius Streicher Karl-Heinrich Stulpnagel Fritz Thyssen
Fritz Todt Erwin Von Witzleben

 

Ludwig Von Beck

 Generale tedesco (Biebrich, Wiesbaden, 1880 - Berlino 1944). Membro di una famiglia di grandi industriali, ufficiale d'artiglieria, poi dello Stato Maggiore, fu nella prima guerra mondiale addetto allo SM del Kronprinz. Colonnello nel 1927, nel 1933 fu posto a capo del Truppenamt (SM dell'esercito). Promosso generale di corpo d'armata e capo di SM generale nel 1938, Beck ebbe una parte decisiva nella trasformazione della Reichswehr nella Wehrmacht, ma, ostile a Hitler, nell'agosto 1938 diede le dimissioni. Tenuto in disparte per tutta la seconda guerra mondiale, prese contatto con gli oppositori del regime nazista e fu, insieme con Carl Friedrich Goerdeler, a capo del complotto militare che tentò di sopprimere Hitler e di rovesciare il nazionalsocialismo nell'estate del 1944: egli stesso avrebbe dovuto essere nominato “presidente ad interim del Reich”. Arrestato in seguito al fallimento dell'attentato del 20 luglio, tentò invano di uccidersi e fu giustiziato la sera del medesimo giorno.

Fedor Von Bock

 Feldmaresciallo tedesco (Küstrin 1880 - Lehnsahn, Holstein, 1945). Membro di una famiglia di militari, nipote del generale E. Falkenhayn, fu un tipico ufficiale di SM prussiano; amico del Kronprinz, monarchico convinto, divenne generale nel 1929 e fu posto da Hitler nel 1938 a capo delle truppe destinate a invadere l'Austria e a realizzare l'Anschluss. Comandante di un gruppo di armate in Polonia (settembre 1939), comandò nel maggio 1940 l'ala destra del dispositivo tedesco che invase la Francia attraverso il Belgio e l'Olanda. Promosso feldmaresciallo, nel 1941 in Russia era a capo del gruppo di armate del centro, ma, fermato e battuto alle porte di Mosca, venne da Hitler esonerato dal comando. Reintegrato, nell'estate del 1942 diresse l'offensiva verso il Caucaso, ma, in disaccordo col Führer circa il dislocamento delle truppe contro Stalingrado, fu definitivamente messo a riposo nel novembre dello stesso anno; morì durante un bombardamento aereo.

Werner Von Blomberg

 Feldmaresciallo tedesco (Stargard 1878 - Norimberga 1946). Ufficiale di SM, diresse dal 1927 al 1929 il Truppenamt, ufficio di istruzione e di perfezionamento dell'esercito. Membro della delegazione tedesca alla Società delle Nazioni (1927), poi alla conferenza per il disarmo (1932), nel 1933 fu il primo ministro hitleriano della Reichswehr. Nonostante le resistenze dello SM, ridusse l'esercito da “associato” a “subordinato” al partito nazista; in cambio poté organizzare l'intensivo riarmo delle forze armate, di cui fu promosso comandante in capo (1934). Feldmaresciallo nel 1936, in seguito a una serie di intrighi originati da un suo matrimonio non gradito a Hitler, fu messo da parte nel 1938 in occasione della riorganizzazione della Wehrmacht, e non ricevette più alcun comando. Morì in carcere durante il processo di Norimberga.

Martin Bormann

 Uomo politico tedesco (Halberstadt 1900 - Berlino 1945). Antisemita dal 1921, condannato per assassinio politico (1924) e poi liberato, entrò nel partito nazista (1925). Generale delle SS e capo di SM di Rudolf Hess (1933), lo sostituì nel 1941, come capo della Cancelleria, divenendo l'uomo di fiducia di Hitler, che ne fece il suo esecutore testamentario. In questa veste, egli firmò la nomina di Dönitz a cancelliere (1945). Si perdettero sue notizie nel corso della battaglia di Berlino e perciò fu condannato a morte in contumacia come criminale di guerra dal tribunale di Norimberga; il rinvenimento dei suoi resti a Berlino nel 1972 ha permesso di confermare che la sua morte avvenne effettivamente nel 1945.

Walter Von Brauchitsch

Feldmaresciallo tedesco (Berlino 1881 - Amburgo 1948). Tipico rappresentante dell'aristocrazia militare prussiana (era figlio di un generale di cavalleria), servì nel corpo di SM durante la prima guerra mondiale. Comandante d'artiglieria della Reichswehr nel 1932, si avvicinò al nazismo, convinto che esso potesse porre fine alle coercizioni di Versailles, e venne da Hitler posto a capo delle forze terrestri nel 1938. Fece della Wehrmacht un potente strumento di guerra e diresse le vittoriose campagne di Polonia e di Francia (1939-1940), dopo le quali ricevette il bastone di maresciallo. Nell'estate 1941 contribuì ai fulminei successi iniziali in Russia, ma all'avvicinarsi dell'inverno sostenne, contro il parere di Hitler, la necessità di ritirarsi su linee più sicure. Per tali contrasti, e in seguito allo scacco subito dai Tedeschi davanti a Mosca, venne esonerato dalla carica nel dicembre 1941. Prigioniero degli Inglesi nel 1945, morì all'ospedale di Amburgo.

Wilhelm Canaris

Ammiraglio tedesco (Aplerbeck, Dortmund, 1887 - Flossenbürg, Baviera, 1945). Allievo nella marina imperiale tedesca nel 1905, prese parte, come tenente di vascello a bordo dell'incrociatore Dresden, allo scontro delle Falkland (8 dicembre 1914). Dopo l'affondamento dell'incrociatore presso le Juan Fernández (14 marzo 1915), si rifugiò dapprima in Spagna, poi in Italia da dove dovette fuggire perché accusato di spionaggio e condannato a morte. Tornato in patria, fu agente segreto in Spagna e comandante di un sommergibile nel Mediterraneo (1918). Posto a capo del servizio segreto (Abwehr) delle forze armate nel 1935, tenne l'incarico fino al 1944, tentando di evitare dapprima l'entrata in guerra della Germania e poi cercando di contrastare cautamente l'opera del nazismo. Portò a un alto grado di efficienza il servizio d'informazioni e tenne segreti contatti con l'estero, sperando di arrivare a una soluzione pacifica. Ostile a Hitler e a Keitel, fu arrestato dalla polizia nazista dopo il complotto del 20 luglio 1944, di cui fu uno degli ispiratori, e impiccato il 9 aprile 1945.

Kurt Daluege

 Generale tedesco (Kreuzburg, od. Kluczbork, Slesia, 1897 - Praga 1946).
Organizzatore delle formazioni militarizzate di polizia istituite dalla repubblica di Weimar negli anni 1929-1930, si accostò poi a Hitler, che lo nominò generale e ne fece il capo della polizia tedesca.

Nel 1934 ebbe l'incarico di liquidare gli esponenti delle SA di Roehm.
Dopo l'assassinio di Heydrich, nel 1942, Hitler lo mandò per qualche mese, col titolo di “protettore della Boemia”, a Praga, ove si abbandonò a feroci rappresaglie. Arrestato nel 1945, fu condannato a morte e giustiziato l'anno successivo.

Karl Donitz

 Ammiraglio tedesco (Grünau, presso Berlino, 1891 - Amburgo 1980). Allievo della marina imperiale nel 1910, partecipò alla prima guerra mondiale come comandante di sommergibile e nel 1918 fu preso prigioniero dagli Inglesi nelle acque di Malta. Dal 1935, quale capitano di vascello, comandò la flotta di sommergibili che la Germania aveva ricostituito. Promosso contrammiraglio nel 1939 e viceammiraglio nel 1940, organizzò la guerra sottomarina contro la Gran Bretagna sino alla fine dell'estate 1942, succedendo poi a Raeder come comandante supremo della marina da guerra (1943). Alla morte di Hitler, designato nel testamento del dittatore quale suo successore, Dönitz cercò di concludere la pace all'Ovest, per proseguire la lotta contro l'Unione Sovietica; ma dopo pochi giorni fu costretto ad accettare la resa senza condizioni, l'8 maggio 1945. Nel processo di Norimberga (ottobre 1946), fu condannato a dieci anni di carcere e imprigionato a Spandau presso Berlino. Liberato nel 1956, pubblicò nel 1959 un libro di memorie, edito anche in Italia (1960) col titolo Dieci anni e venti giorni.

Adolf Eichmann

 Ufficiale tedesco delle SS (Solingen 1906 - Tel Aviv 1962). Trasferitosi da giovane con la famiglia in Austria ed entrato nel partito nazionalsocialista, divenne ufficiale delle SS dopo l'Anschluss (1938). Capo dell'ufficio per l'emigrazione ebraica di Vienna, fu nel 1941 nominato direttore di quello che fu poi chiamato dipartimento Eichmann, costituito dall'unione dell'ufficio di ripartizione ebraica della Gestapo con il centro dell'emigrazione ebraica di Berlino e incaricato dell'organizzazione dello sterminio degli Ebrei in tutti i paesi occupati dai nazisti e in quelli di futura occupazione. Terminata la guerra, si rifugiò in Siria (1948) e in Argentina (1950), ove visse sotto falso nome sino al 1960, quando fu rapito da alcuni agenti israeliani che lo trasportarono a Tel Aviv, dove venne processato, condannato a morte e impiccato.

Theodor Eicke

 Comandante di Dachau, fanatico ufficiale delle SS, conosciuto per i metodi violenti ma anche per la sua abilità di reclutatore e organizzatore. Himmler ed Eicke crearono un nuovo corpo delle SS, l'unità Totenkopf-Verbände, Testa di Morto, i cui membri portavano un teschio con le tibie incrociate sulle mostrine.

Hermann Frank

Uomo politico tedesco (Carlsbad [Karlovy Vary] 1898 - Praga 1946). Deputato dei Tedeschi dei Sudeti al parlamento cecoslovacco (1935-1938), lottò per l'annessione dei Sudeti alla Germania. Dopo Monaco, venne nominato segretario di Stato di Reinhard Heydrich, Reichsprotektor di Boemia e Moravia; quando quest'ultimo venne ucciso dai partigiani cèchi nel 1942, Frank ordinò il massacro della popolazione di Lidice e di Lezaky, crimine per il quale fu condannato a morte dal tribunale del popolo, a Praga, nel maggio 1946.

Wilhelm Frick

Uomo politico tedesco (Alsenz, Palatinato, 1877 - Norimberga 1946). Avvocato a Kaiserslautern, aderente al movimento nazionalsocialista fin dal suo sorgere, partecipò al putsch di Monaco del 1923; condannato per questo l'anno seguente, fu amnistiato nel 1925. Ministro dell'interno nel primo gabinetto formato da Hitler (1933), mantenne tale carica fino al 1943, quando fu nominato Reichsprotektor della Boemia e Moravia. Direttore dell'Ufficio centrale per tutti i territori occupati, emanò varie leggi contro gli Ebrei. Condannato dal tribunale di Norimberga come criminale di guerra, venne giustiziato.

Werner Von Fritsch

 Generale tedesco (Benrath, Düsseldorf, 1880 - Varsavia 1939). Discendente da un'antica famiglia sassone, ufficiale d'artiglieria del corpo di SM, terminò la prima guerra mondiale come capo di SM di un corpo d'armata. Discepolo del generale H. von Seeckt, occupò in seguito importanti incarichi al ministero della Reichswehr. Nel 1934 ebbe da Hitler l'incarico di comandante in capo delle forze terrestri, e si dedicò alla trasformazione della Reichswehr in esercito nazionale. Circondato da uno scelto stato maggiore, Fritsch fu l'animatore della rinascita militare tedesca, fino al momento in cui Hitler, ritenendosi minacciato dal suo prestigio, gli tolse improvvisamente il comando nel 1938, tentando, senza riuscirvi, di colpirne la reputazione. Allontanato dagli incarichi importanti, morì al comando di un reggimento d'artiglieria durante l'attacco su Varsavia.

Paul Joseph Goebbels

 Uomo politico tedesco (Rheydt, Renania, 1897 - Berlino 1945). Di origine cattolica, affetto da un'infermità a una gamba sin dalla nascita, si diede agli studi letterari e al giornalismo, rivelando doti di polemista. Fu guadagnato alla causa del nazionalsocialismo nel 1922 da Gregor Strasser, che ne fece il suo segretario. Nominato capo del partito a Berlino nel 1926, riuscì a conquistare la capitale al nazionalsocialismo e diresse il periodicoDer Angriff (1927- 1933). Massimo organizzatore della propaganda del partito nel 1928, fu incaricato da Hitler di condurre un'intensa azione politica e psicologica sul popolo tedesco, e nel 1933 fu nominato a tale scopo ministro della propaganda e dell'informazione (Volksaufklärung und Propaganda), funzioni che conservò sino alla morte. Nel 1938 diresse l'incendio delle sinagoghe e il saccheggio delle case degli ebrei. Legato a Hitler da una fedeltà assoluta, riuscì a far della propaganda una vera tecnica e a esercitare sui Tedeschi una notevole influenza. Nell'agosto 1944, poco dopo l'attentato a Hitler, fu nominato commissario del Reich per la guerra totale. Allorché la Germania affrontava prove terribili, tentò di sollevarne il morale con informazioni esaltanti su armi segrete che avrebbero mutato il corso degli eventi. Rimasto fino alla fine vicino al Führer, che nel suo testamento l'aveva designato cancelliere del Reich, si uccise con tutta la famiglia nel corso degli ultimi combattimenti a Berlino, subito dopo la morte di Hitler (30 aprile 1945). I suoi principali scritti sono: Dal Kaiserhof alla cancelleria del Reich (1934) e il Giornale degli anni 1942-1943 (pubblicato postumo nel 1948).

Hermann Goering

 Maresciallo del Reich tedesco (Rosenheim 1893 - Norimberga 1946). Sottotenente di fanteria nel 1914, passò nel 1915 all'aviazione e, con ventidue vittorie all'attivo, succedette nel 1918 a von Richthofen nel comando della sua famosa squadriglia di caccia. Dopo aver lasciato, nel 1920, la vita militare, aderì nel 1922 al partito nazista e divenne uno dei principali collaboratori di Hitler. Ferito durante il fallito putsch di Monaco, nel 1923, allorché era a capo delle SA (i “reparti d'assalto” del partito), visse per qualche tempo fuori della Germania, viaggiando in Italia e in Svizzera. Eletto deputato nazionalsocialista nel 1928, fu a Berlino l'uomo di fiducia di Hitler. Presidente del Reichstag nel 1932, divenne nel 1933 ministro dell'aviazione, ministro degli interni di Prussia e generale di corpo d'armata; poi ebbe una parte importante nell'eliminazione di Röhm e nel massacro delle SA (1934). A partire dal 1935, si dedicò alla rinascita della Luftwaffe (l'arma aerea), della quale fu nominato comandante in capo e che considerò sempre, in seguito, quasi sua proprietà personale e segno tangibile del suo prestigio presso il Führer. Nel 1936 Hitler lo incaricò dell'esecuzione del piano economico quadriennale; alla testa di un importante gruppo di fabbriche, Göring acquisì immense ricchezze. Feldmaresciallo nel 1938, maresciallo del Reich dopo la campagna di Francia del 1940, capo supremo dell'economia di guerra, successore designato del Führer, dal 1939 al 1945 egli godette in Germania di un'indubbia popolarità.

 

Vanitoso, senza scrupoli, amante del fasto e di ogni esteriorità, costituì notevoli collezioni di oggetti d'arte, requisiti per lui nei territori occupati dall'esercito tedesco, e nella sua proprietà di Romintern (Prussia Orientale) poté offrire sontuosi ricevimenti destinati ad abbagliare gli ospiti del III Reich. Il suo prestigio, al fianco di Hitler, assai alto nei primi tempi della guerra allorché l'aviazione tedesca costituì un elemento determinante delle fulminee vittorie germaniche, venne però gravemente intaccato dal progressivo indebolimento della Luftwaffe, la cui impotenza di fronte ai terribili bombardamenti alleati contrastava con le incaute affermazioni iniziali di Göring, secondo cui gli aerei angloamericani non sarebbero riusciti a violare il cielo tedesco; per questo, poco prima della conclusione della guerra, ebbe scontri con Hitler e con i capi militari e fu persino sospettato di tradimento. Rifugiatosi in Baviera nell'aprile 1945, cercò infatti di prendere il potere, ma venne sconfessato da Hitler. Arrestato dagli Americani, fu giudicato come criminale dal tribunale internazionale di Norimberga. Condannato a morte, si avvelenò in prigione poche ore prima dell'esecuzione della sentenza (notte del 15- 16 ottobre 1946).

Heinz Guderian

 Generale tedesco (Kulm an der Weichsel, oggi Chelmno, 1888 - Schwangau, presso Füssen, Baviera, 1954). Ufficiale dei collegamenti nella truppa e negli stati maggiori durante la prima guerra mondiale, passò nel 1922 al servizio dei trasporti e si specializzò nello studio degli autocarri blindati, e poi dei carri armati. Sin dal 1929 preconizzò la creazione di un'armata corazzata (Panzerwaffe) indipendente. Sostenuto da Hitler, dopo il 1935 ottenne la creazione di tre divisioni corazzate e sviluppò le sue idee sulla collaborazione dei carri armati con le altre armi in due libri: Le truppe corazzate in collaborazione con le altre armi e Attenzione, Panzer (Achtung, Panzer!, 1936). Ispettore delle truppe celeri nel 1938, ebbe una parte di primo piano nella determinazione della strategia tedesca nel corso della seconda guerra mondiale. Comandante del 19º corpo d'armata corazzato in Polonia (1939) e nelle Ardenne (1940), poi di un Panzergruppe sull'Aisne (1940) e in Russia (1941), fu messo in disparte da Hitler in seguito allo scacco subito davanti a Mosca (dicembre 1941). Richiamato nel marzo 1943 come ispettore delle truppe corazzate, fu scelto dallo stesso Führer per esercitare le funzioni di capo di SM dell'esercito nell'ultimo periodo della guerra (luglio 1944 - marzo 1945). Prigioniero degli Alleati, venne presto liberato e si ritirò in Baviera, da dove continuò a esercitare una grande influenza su alcuni elementi dirigenti tedeschi. Oltre alle sue memorie, Ricordi di un soldato (1951), Guderian pubblicò due studi notevoli sulla difesa dell'Europa e sulle condizioni del riarmo tedesco: L'Europa occidentale può essere difesa? (1950) e Così non va (1951). Per la genialità e la lungimiranza delle sue concezioni strategiche (non sempre potute tradurre in atto per gelosie, diffidenze o difficoltà pratica di applicazione), Guderian dev'essere considerato uno dei migliori condottieri rivelati dalla seconda guerra mondiale: si devono alla sua abilità nell'impiego delle forze corazzate le maggiori vittorie tedesche durante la prima parte del conflitto.

Franz Halder

 Generale tedesco (Würzburg 1884 - Aschau, Baviera, 1972). Uscito da una vecchia famiglia di militari bavarese, fu il primo cattolico a esercitare le più alte funzioni dello SM tedesco. Ufficiale d'artiglieria, durante la prima guerra mondiale fu allo SM del principe Ruprecht di Baviera, poi, al termine del conflitto, allo SM bavarese di Monaco dove fece la conoscenza di Hitler, agli inizi della carriera politica. Primo addetto di L. Beck a Berlino, gli succedette, alcuni giorni dopo la conferenza di Monaco (1938), come capo dello SM generale dell'esercito. Ebbe anch'egli, come Beck, frequenti contatti con gli ambienti dell'opposizione al regime, e si scontrò spesso con Hitler sulla condotta delle operazioni in Francia e Russia (1940-1941). Direttamente subordinato al Führer, dopo che questi aveva preso il comando dell'esercito (dicembre 1941), Halder, che impersonava la tradizione dello SM, fu infine congedato nel settembre 1942. Arrestato dopo il putsch del 1944, tentò invano il suicidio; radiato dall'esercito, riuscì a sfuggire alla vendetta nazista. Autore di uno studio sull'azione militare di Hitler (Hitler come generale, 1949).

 


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