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Vigili del Fuoco 2 |
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Elicotteristi in azione
per approfondimenti Vigili del Fuoco |
| ELICOTTERO AB 412
L’elicottero
AB 412 è la macchina più moderna e di più recente acquisizione da
parte del CNVVF. E’ una macchina di media grandezza, fino a 5000 kg.
ed è costruita dalla ditta Agusta S.p.a. su licenza Bell BHTI. Motori: 2 Pratt & Whitney
PT6T-3D ELICOTTERO AB 206 Jet Ranger
L’elicottero Ab 206, è una macchina di
classe piccola in dotazione al CNVVF. E’ costruito dalla Agusta S.p.a
su licenza Bell BHTI. Per le sue dimensioni ridotte è adatto
principalmente per un certo tipo di missioni per le quali sono
necessarie doti di agilità e manegevolezza, mentre risulta fortemente
limitato per quelle missioni in cui vi è necessità di sollevare
carichi consistenti oppure effettuare recuperi senza atterrare, poichè
è sprovvisto di verricello di sollevamento. E’ un elicottero
monomotore a turbina con rotore principale bipala semirigido così come
il rotore di coda. La cellula ha una struttura in alluminio a nido
d’ape con le portiere che si aprono tutte verso l’esterno. Può
portare cinque persone di equipaggio compreso il pilota e lo
specialista. Ha la possibilità di imbarcare due barelle sovrapposte
longitudinalmente aprendo il montante centrale delle portiere. ELICOTTERO AB 204 VVF
Gli
elicotteri AB 204 VVF attualmente in linea volo, sono stati acquistati
dalla Marina Militare, che li utilizzava nella ricerca antisommergibile.
La macchina è di costruzione dell’Agusta S.p.a. su licenza Bell BHTI.
Il primo prototipo ha volato nel 1956. E’ un elicottero monomotore a
turbina con rotore principale bipala e barra stabilizzatrice con rotore
di coda traente o spingente a seconda delle versioni sempre bipala. La
struttura della fusoliera è di tipo tradizionale a longheroni
longitudinali e ordinate trasversali in lega di alluminio, la trave di
coda è in struttura a semiguscio. per approfondimenti Vigili del Fuoco |
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Scopo principale del completo di protezione dal calore “nuova foggia” è quello di proteggere il corpo di chi lo indossa (con l’esclusione delle mani e dei piedi) dalle lesioni e dai danni che possono essere provocati durante l’attività operativa da:
· brevi
contatti con fiamme libere;
· effetti del calore.
Secondariamente, esso protegge anche da:
·
azioni di corpi laceranti;
· schizzi di sostanze liquide aggressive e/o di agenti estinguenti
(schiume, acqua);
· agenti atmosferici (pioggia, freddo);
· polveri nocive (particolati, polveri estinguenti).
Equipaggiamento: Cinturone

Equipaggiamento: L'elmo

L'elmo da intervento “vecchia foggia” ha
lo scopo di proteggere la testa dell’utilizzatore dalle lesioni o
dai danni che possono essere provocati durante l’attività
operativa.
In condizioni di scarsa visibilità, l'elmo aiuta inoltre – grazie
alla fascia fluororifrangente di cui è munito – a prevenire
l’investimento dell’utilizzatore da parte dei veicoli.
Se fornito di visiera aggiuntiva, è anche in grado di proteggere il
viso e gli occhi dell’operatore da lesioni o danni dovuti a:
- breve contatto con fiamme e irradiazione termica;
- proiezione di schegge e polveri, o schizzi e spruzzi di liquidi di
varia natura.
La parte fondamentale dell'elmo, capace di proteggere dagli urti
meccanici, dalle scariche elettriche e dalle fiamme, è la calotta.
La calotta è realizzata in materiale composito, in un unico pezzo e
senza zone di indebolimento.
Equipaggiamento: Stivaletto (anfibio)

Sono una calzatura di sicurezza conforme alla norma EN 345/2 , classificata come “Stivale al ginocchio per rischi della lotta all’incendio”.
Loro scopo fondamentale è quello di proteggere i piedi e le gambe dell’utilizzatore dalle lesioni o dai danni che possono essere provocati durante l’attività operativa.
Secondariamente, essi proteggono di fatto anche da:
· azioni di corpi o strutture
abradenti e/o laceranti;
· insudiciamento con idrocarburi.
Equipaggiamento: I Guanti

I guanti da intervento sono un dispositivo di protezione delle mani conforme alla norma EN 659, classificato come “Guanti di protezione per VV.F”, con lo scopo principale di proteggere le mani di chi li indossa dalle lesioni e dai danni che possono essere provocati durante l’attività operativa da:
· brevi contatti con fiamme;
· effetti del calore;
· abrasione, taglio, lacerazione e perforazione.
Secondariamente, proteggono anche da brevi contatti con le comuni sostanze chimiche aggressive liquide e da investimento accidentale da parte dei veicoli in condizioni di scarsa visibilità.
Attrezzature: le scale

Le scale costituiscono una voce molto importante nell'attrezzatura dei vigili del fuoco, sia durante le manovre di salvataggio che per lo spegnimento di incendi e altri compiti.
Un frequente uso della scala, sia in segmenti isolati che innestati tra di loro, è quello a passerella, ossia poggiata in orizzontale tra due punti fissi. In questo caso è necessario adoperare particolari cautele, perché la scala, in particolare quella italiana, non possiede organi di aggancio all'estremità lontana e potrebbe quindi scivolare dall'appoggio trovato.

Scala a ganci
La scala a ganci serve a dare la scalata agli edifici dall’esterno utilizzando i balconi, le finestre o altri appigli come punto di aggancio. E’ relativamente leggera, circa 13 kg, ed è maneggevole.
E' lunga 4,85 m, copre cioè il passaggio da un piano all’altro in ogni tipo di edifici.

Scala all'italiana
La scala
all'italiana è costituita da quattro tronchi che si innestano per
formare l’attrezzatura più appropriata alle esigenze.
I primi tre tronchi sono uguali tra loro uguali mentre il quarto (cimetta)
è più corto. Alla base del tronco destinato a poggiare sul suolo si
trova una coppia di elementi metallici di appoggio, ricoperti da una
suola in gomma dura antisdrucciolo.






Attrezzature: Kit pneumatico da sollevamento

Il kit pneumatico di sollevamento costituisce
uno strumento indispensabile nei casi in cui è necessario sollevare o
spostare, anche di pochi centimetri (il necessario per sfilare da
sotto una persona, o per inserire sostegni) dei corpi disaggregati,
senza organi di presa e senza punti di appoggio certi, quali per
esempio dei veicoli incidentati o delle macerie da crollo, con poco
spazio per operare, in luoghi quasi inaccessibili.
Altri impieghi possono essere: piegare i pedali o il piantone dello
sterzo di una vettura, espellerne il parabrezza, piegare una
inferriata, aprire la porta di un ascensore o di un edificio.
Attrezzature: Kit da Soccorso idraulico

Sulla scena di un incidente ogni minuto è prezioso.
Dopo gli attimi di confusione iniziale provocati dall'urto e dalla distruzione, la scena appare ferma, chi poteva allontanarsi lo ha fatto mentre tra i rottami e le lamiere piegate restano le persone che hanno bisogno di soccorso. Sono prive di sensi, o sono ferite in modo grave, o semplicemente sono rimaste incastrate e non riescono a muoversi. Devono essere rimosse dalle lamiere e affidate ai soccorsi sanitari senza ulteriori traumi e il più rapidamente possibile.
Occorrono attrezzature che possano tagliare, tirare, piegare, spostare, sfondare e che siano trasportabili il più vicino possibile alla scena del sinistro, dove spesso i veicoli non riescono ad arrivare.
Queste attrezzature costituiscono il Kit da soccorso idraulico.
Il Kit da
soccorso idraulico si compone generalmente di:
· un motore primo;
· un sistema di trasmissione;
· apparecchiature utensili (divaricatore cesoia, martinetti
idraulici, sega diamantata);
· accessori di impiego.
Attrezzature: Taglio meccanico o chimico

Le attrezzature da taglio chimico o meccanico sono utilizzate in tutti quei casi in cui occorre tagliare, bruciare e fondere praticamente qualsiasi materiale, metallico o inerte. Tra le varie attrezzature abbiamo: lancia termica, martello perforatore o demolitore, motosega etc..
Attrezzature: Veicoli di soccorso

Per fronteggiare
situazioni di varia natura e pericoli di diversa entità come quelli
cui sono preposti i vigili del fuoco sono necessarie numerosissime
attrezzature collocate su automezzi in grado di raggiungere
prontamente il luogo dell'incidente.
Questi mezzi si differenziano sia per le dimensioni (che condizionano la manovrabilità e la capacità di carico e che li rendono adatti ad impieghi in diverse situazioni ambientali), sia per la ripartizione delle attrezzature tra risorse idriche ed antincendio, risorse per operazioni di forza, risorse per l'accesso a luoghi impervi, risorse per la protezione dei soccorritori e dei soccorsi.
Attrezzature: Apparati di illuminazione

I vigili del fuoco intervengono sui casi di emergenza 24 ore al giorno e in qualsiasi tipo di condizione atmosferica: che sia notte fonda, che ci sia una nebbia densa o che l'aria sia oscurata dalla opacità dei fumi e delle polveri sospese. Questo significa che i soccorritori debbono disporre anche di efficienti attrezzature per l'illuminazione e la segnalazione.
Attrezzature: Sollevamento e Tiro

Le attrezzature da Sollevamento e tiro vengono utilizzaze dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco per recuperare veicoli o rimorchi usciti dalla sede stradale, per spostare con un traino carichi caduti o alberi, o altre rovine che ingombrino il pubblico passaggio, o ancora, per recuperare corpi o persone infortunate da posizioni non accessibili ai veicoli.
Attrezzature: Dispositivi di Evacuazione

Queste attrezzature non sono specifiche di lavoro per vigili del fuoco.
Il loro impiego, in effetti, non è utile per migliorare l'efficacia dell'intervento di soccorso, né per aumentarne la velocità e nel complesso l'efficienza. Si tratta anzi di dispositivi impiegati assai raramente, e solo in situazioni fuori dall'ordinario: esclusivamente quando è indispensabile per evitare la morte o il ferimento grave di soccorritori e soccorsi.
Attrezzature: Gruppi idrici

Nelle operazioni di soccorso dei vigili del fuoco c’è spesso la necessità di pompare acqua o altri fluidi: per effettuare rifornimento idrico da una fonte esterna, per svuotare locali seminterrati allagati, per la raccolta di fluidi di qualsiasi tipo che si siano raccolti al suolo, o che abbiano formato pozze, o per travasarli da un recipiente inefficiente a uno sicuro.
Attrezzature: Sistemi di ventilazione

Nel soccorso per incendio in luoghi chiusi,
un problema rilevante è quello del fumo, che ostacola la visibilità
e costituisce quindi un pericolo per i soccorritori e una seria
minaccia all’efficacia dell'intervento.
Per eliminare o diminuire il fumo durante l'intervento per incendio in
luoghi chiusi, è necessario ventilare, sostituire i prodotti di
combustione con aria fresca.
Si può creare una ventilazione naturale aprendo le finestre o dei
varchi nelle murature e nelle coperture dei locali interessati; oppure
si può ricorrere alla ventilazione artificiale mediante
motoventilatore quando quella naturale è impossibile o insufficiente.
Attrezzature: Gli estintori

Per contenere e combattere un incendio è
necessario intervenire subito, al massimo 15-20 minuti da quando è
iniziata la combustione. A questo scopo è decisivo il primo
intervento, che spesso può essere effettuato da qualsiasi persona si
trovi sul posto. Il mezzo più efficace per questo primo intervento è
rappresentato dagli estintori portatili. Occorre quindi che
l'estintore sia messo in una posizione opportuna, affinché quando
serve possa essere trovato subito; che sia controllato periodicamente;
che sia impiegato correttamente.
Occorre soprattutto saper identificare il tipo più adatto di
estintore in relazione alla natura del combustibile.
Attrezzature: IFEX

La IFEX, sigla che sta a significare Impulse
Fire Extinguing Technology, è una nuova tecnologia creata per
scaricare l'agente estinguente sul fuoco, mediante impulsi, ad una
velocità molto elevata, in un periodo di tempo molto breve, creando
una nube di acqua composta di goccioline finissime, che penetrano però
ugualmente in profondità nel fuoco per la propria velocità di
lancio.
Tale modalità di lavoro permette di spegnere il fuoco in modo rapido,
e con la utilizzazione di un quantitativo estremamente ridotto di
agente estinguente.

La fortissima nebulizzazione inoltre
consente:
· l'abbattimento dei fumi durante l'avvicinamento al fuoco;
· la evaporazione di pressoché tutto l'estinguente lanciato, con un
discreto abbassamento della temperatura locale;
· la limitazione dei danni secondari da acqua, dovuti ad un eccesso
di portata o di pressione utilizzate.
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