Vigili del Fuoco 2




Gli elicotteri nel C.N.VV.F. - La storia

Il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco è stata la prima amministrazione statale, dopo l'Aeronautica Militare, ad utilizzare l'elicottero per svolgere il proprio compito istituzionale del soccorso tecnico urgente. 
Nel 1954 viene acquistato il primo AB.47G-2 dal C.N.VV.F., immatricolato con le marche civili del RAN (Registro Aeronautico Nazionale) viene assegnato nello stesso anno al Comando provinciale di Modena per l’istituzione del primo "Nucleo elicotteri Vigili del fuoco". 
La felice intuizione viene dimostrata dall’impiego del mezzo che risulta immediatamente efficace nell’intervento congiunto con le squadre a terra. 


Elicottero in intervento

Gli elicotteristi

I vigili del fuoco sono addestrati per intervenire nelle più varie situazione, dall’incendio alla presenza di sostanze chimiche pericolose o radioattive sino al classico gattino sull’albero.
 Ma pilotare elicotteri o scendere a decine di metri sott’acqua in condizioni spesso critiche comportano specifiche competenze ed un addestramento mirato e continuo.
Nel 1954 nasce il primo nucleo elicotteri, a Modena. Gli elicotteri si dimostreranno utili per la loro rapidità di intervento, per la possibilità di raggiungere zone altrimenti inaccessibili e per il valido ausilio alle squadre a terra soprattutto in caso di calamità naturali.


Elicottero in esposizione

 


Elicottero in ausilio a un campo base VVF

 


Elicottero in volo

 


Elicottero in volo

 


Elicottero in fase di decollo

 


Elicottero in fase di atterraggio

 


Elicottero in volo tra le montagne

 


Elicottero in volo tra le montagne

 


Elicottero - Foto storica

 


Elicotteri in volo di coppia

 


Elicottero in atterraggio in un lago ghiacciato

per approfondimenti   Vigili del Fuoco


Elicotteristi in azione


Elicottero trasporta piccolo aereo

 


Particolare piccolo aereo trasportato

 


Elicottero in terra con il piccolo aereo da trasportare

 


Elicottero con benna

 


Elicottero VVF trasporta resti di un elicottero P.S.

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ELICOTTERO AB 412


Elicottero AB 412

L’elicottero AB 412 è la macchina più moderna e di più recente acquisizione da parte del CNVVF. E’ una macchina di media grandezza, fino a 5000 kg. ed è costruita dalla ditta Agusta S.p.a. su licenza Bell BHTI. 
L’elicottero è equipaggiato con due motori a turbina Pratt & Whitney PT6T-3B, è quadripala con il rotore principale di tipo articolato e costruito parte in compositi. 
Il rotore di coda è bipala. La cellula è in costruzione tradizionale con longheroni longitudinali e ordinate trasversali in lega di alluminio, mentre la trave di coda ha una struttura a semiguscio. 
La cabina è dotata di doppi comandi con due posti di pilotaggio, inoltre è dotata di quattro porte, le anteriori incernierate, le due posteriori sono scorrevoli. Può portare quindici persone di cui quattro di equipaggio (due piloti e due specialisti). 
L’elicottero è in versione strumentata per il volo notturno e strumentale ed è dotata di direttore di volo. 

Motori: 2 Pratt & Whitney PT6T-3D 
Potenza massima al decollo: 1800 CV; 
potenza massima continua: 1600 CV; 
potenza massima motore singolo 1140 CV (sviluppata per 2,30 min.); 
potenza massima motore singolo 970 CV (sviluppata per 30 min.); 
potenza massima continua motore singolo 800 CV; 
Velocità massima: 140 nodi (260 km\h); Velocità di crociera 122 nodi (226 km\h); Velocità massima di salita al livello del mare: 9.04 m/s 
Quota di tangenza in effetto suolo (IGE): 3109 m; 
Quota di tangenza fuori effetto suolo (OGE): 1585 m; 
Quota di tangenza massima: 5395 m; 
Capacità serbatoio: 1200 lt.; 
autonomia: 3 ore senza serbatoi ausiliari; 
Peso a vuoto: 2914 kg; 
peso max 5400 kg.; 
Gancio baricentrico: 2040 kg Verricello: portata 270 kg; 
lunghezza cavo 70 mt. Carico interno: altezza interna 1,40 mt.; larghezza 2,34 mt.; 
volume 6.23 mc. Bagagliaio: volume 0.78 mc



ELICOTTERO AB 206 Jet Ranger


Elicottero AB 206 Jet Ranger

L’elicottero Ab 206, è una macchina di classe piccola in dotazione al CNVVF. E’ costruito dalla Agusta S.p.a su licenza Bell BHTI. Per le sue dimensioni ridotte è adatto principalmente per un certo tipo di missioni per le quali sono necessarie doti di agilità e manegevolezza, mentre risulta fortemente limitato per quelle missioni in cui vi è necessità di sollevare carichi consistenti oppure effettuare recuperi senza atterrare, poichè è sprovvisto di verricello di sollevamento. E’ un elicottero monomotore a turbina con rotore principale bipala semirigido così come il rotore di coda. La cellula ha una struttura in alluminio a nido d’ape con le portiere che si aprono tutte verso l’esterno. Può portare cinque persone di equipaggio compreso il pilota e lo specialista. Ha la possibilità di imbarcare due barelle sovrapposte longitudinalmente aprendo il montante centrale delle portiere. 

Motore: T/M Allison 250 C20-C20B
Potenza massima: 420 CV; 
Potenza massima al decollo: 317 CV; 
Potenza massima continua: 270 CV
Velocità massima: 241 Km\h; 
Velocità di crociera: 220 Km\h; 
Velocità di salita massima: 10.2 m\sec.;
Quota di tangenza massima in effetto suolo (IGE): 4000 m.; 
Quota di tangenza massima fuori effetto suolo (OGE): 1950 m.;
Quota di tangenza massima: 4200m;
Serbatoio: 288 lt.; 
Autonomia chilometrica 660 Km. circa;
Peso a vuoto: 744 kg.; 
Peso massimo: 1450 kg.; 
Peso massimo con carichi esterni: 1520 kg.;
Gancio baricentrico: 674 kg.
Verricello: non installato


ELICOTTERO AB 204 VVF


Elicottero AB 204 VVF in volo

Gli elicotteri AB 204 VVF attualmente in linea volo, sono stati acquistati dalla Marina Militare, che li utilizzava nella ricerca antisommergibile. La macchina è di costruzione dell’Agusta S.p.a. su licenza Bell BHTI. Il primo prototipo ha volato nel 1956. E’ un elicottero monomotore a turbina con rotore principale bipala e barra stabilizzatrice con rotore di coda traente o spingente a seconda delle versioni sempre bipala. La struttura della fusoliera è di tipo tradizionale a longheroni longitudinali e ordinate trasversali in lega di alluminio, la trave di coda è in struttura a semiguscio.
L’elicottero è dotato di doppi comandi affiancati con il posto del primo pilota a destra, la cabina è dotata di quattro portiere, le due anteriori incernierate per accedere ai posti di pilotaggio, le due posteriori scorrevoli per l’accesso al vano cabina. I posti a bordo sono dieci, di cui tre riservati all’equipaggio (due piloti ed uno specialista) 

Motore: General Electric T58-3
Potenza: Esistono due versioni
    A) Potenza massima 1100 CV per 5 min; 
        Potenza massima continua 900 CV;
    B) Potenza massima 1237 CV per 5 min; 
        Potenza massima continua 1038 CV (versione con rotore di coda a destra);
Velocità massima 100 nodi (185 km\h); 
Velocità di crociera 80 nodi (150 km\h); 
Velocità max di salita: 7,1 m\sec (a peso massimo);
Quota di tangenza in effetto suolo (IGE): 2310 m; 
Quota di tangenza fuori effetto suolo (OGE): 726 m;
Capacità serbatoio: 680 lt.;
Peso a vuoto: 2500 kg; peso max: 4082 tipo A - 4310 tipo B
Gancio baricentrico: 2040 kg;
Verricello di tipo retraibile: peso max sollevabile 270 kg; lunghezza cavo 30 mt
Bagagliaio: 0,85 mc 

per approfondimenti   Vigili del Fuoco



Attrezzature

immagine equipaggiamento


Equipaggiamento
immagine scala


Le Scale
immagine cuscino di sollevamento


Kit pneumatico
immagine cesoia


Kit Idraulico
immagine motosega


Kit da taglio
immagine veicolo


Veicoli di soccorso
immagine motoventilatore


Sistemi di ventilazione
immagine idrante


Gruppi Idraulici
immagine sistemi di illuminazione


Sistemi di illuminazione
immagine  dispositivi di evacuazione


Dispositivi di evacuazione
immagine corda


Sollevamento e tiro
immagine estintore


Estintori
immagine Ifex



Ifex



Attrezzature varie

 

Equipaggiamento

 

immagine di divisa


Divisa

immagine cinturone


Cinturone

immagine stivaletto


Stivaletto Anfibio

immagine elmo


Elmo

immagine guanti


Guanti

 



Equipaggiamento: Divisa

Scopo principale del completo di protezione dal calore “nuova foggia” è quello di proteggere il corpo di chi lo indossa (con l’esclusione delle mani e dei piedi) dalle lesioni e dai danni che possono essere provocati durante l’attività operativa da:

· brevi contatti con fiamme libere;
· effetti del calore.

Secondariamente, esso protegge anche da:

· azioni di corpi laceranti;
· schizzi di sostanze liquide aggressive e/o di agenti estinguenti (schiume, acqua);
· agenti atmosferici (pioggia, freddo);
· polveri nocive (particolati, polveri estinguenti).


Equipaggiamento: Cinturone


Equipaggiamento: L'elmo

L'elmo da intervento “vecchia foggia” ha lo scopo di proteggere la testa dell’utilizzatore dalle lesioni o dai danni che possono essere provocati durante l’attività operativa.
In condizioni di scarsa visibilità, l'elmo aiuta inoltre – grazie alla fascia fluororifrangente di cui è munito – a prevenire l’investimento dell’utilizzatore da parte dei veicoli.
Se fornito di visiera aggiuntiva, è anche in grado di proteggere il viso e gli occhi dell’operatore da lesioni o danni dovuti a:
- breve contatto con fiamme e irradiazione termica;
- proiezione di schegge e polveri, o schizzi e spruzzi di liquidi di varia natura.
La parte fondamentale dell'elmo, capace di proteggere dagli urti meccanici, dalle scariche elettriche e dalle fiamme, è la calotta.
La calotta è realizzata in materiale composito, in un unico pezzo e senza zone di indebolimento.


Equipaggiamento: Stivaletto (anfibio)

Sono una calzatura di sicurezza conforme alla norma EN 345/2 , classificata come “Stivale al ginocchio per rischi della lotta all’incendio”.

Loro scopo fondamentale è quello di proteggere i piedi e le gambe dell’utilizzatore dalle lesioni o dai danni che possono essere provocati durante l’attività operativa.

Secondariamente, essi proteggono di fatto anche da:

· azioni di corpi o strutture abradenti e/o laceranti;
· insudiciamento con idrocarburi.


Equipaggiamento: I Guanti

I guanti da intervento sono un dispositivo di protezione delle mani conforme alla norma EN 659, classificato come “Guanti di protezione per VV.F”, con lo scopo principale di proteggere le mani di chi li indossa dalle lesioni e dai danni che possono essere provocati durante l’attività operativa da:

· brevi contatti con fiamme;
· effetti del calore;
· abrasione, taglio, lacerazione e   perforazione.

Secondariamente, proteggono anche da brevi contatti con le comuni sostanze chimiche aggressive liquide e da investimento accidentale da parte dei veicoli in condizioni di scarsa visibilità.


Attrezzature: le scale

Le scale costituiscono una voce molto importante nell'attrezzatura dei vigili del fuoco, sia durante le manovre di salvataggio che per lo spegnimento di incendi e altri compiti.

Un frequente uso della scala, sia in segmenti isolati che innestati tra di loro, è quello a passerella, ossia poggiata in orizzontale tra due punti fissi. In questo caso è necessario adoperare particolari cautele, perché la scala, in particolare quella italiana, non possiede organi di aggancio all'estremità lontana e potrebbe quindi scivolare dall'appoggio trovato.

Scala a ganci

La scala a ganci serve a dare la scalata agli edifici dall’esterno utilizzando i balconi, le finestre o altri appigli come punto di aggancio. E’ relativamente leggera, circa 13 kg, ed è maneggevole.

E' lunga 4,85 m, copre cioè il passaggio da un piano all’altro in ogni tipo di edifici.

Scala all'italiana

La scala all'italiana è costituita da quattro tronchi che si innestano per formare l’attrezzatura più appropriata alle esigenze.
I primi tre tronchi sono uguali tra loro uguali mentre il quarto (cimetta) è più corto. Alla base del tronco destinato a poggiare sul suolo si trova una coppia di elementi metallici di appoggio, ricoperti da una suola in gomma dura antisdrucciolo.

 

 

 

 

 

 


Attrezzature: Kit pneumatico da sollevamento

Il kit pneumatico di sollevamento costituisce uno strumento indispensabile nei casi in cui è necessario sollevare o spostare, anche di pochi centimetri (il necessario per sfilare da sotto una persona, o per inserire sostegni) dei corpi disaggregati, senza organi di presa e senza punti di appoggio certi, quali per esempio dei veicoli incidentati o delle macerie da crollo, con poco spazio per operare, in luoghi quasi inaccessibili.
Altri impieghi possono essere: piegare i pedali o il piantone dello sterzo di una vettura, espellerne il parabrezza, piegare una inferriata, aprire la porta di un ascensore o di un edificio.


Attrezzature: Kit da Soccorso idraulico

Sulla scena di un incidente ogni minuto è prezioso.

Dopo gli attimi di confusione iniziale provocati dall'urto e dalla distruzione, la scena appare ferma, chi poteva allontanarsi lo ha fatto mentre tra i rottami e le lamiere piegate restano le persone che hanno bisogno di soccorso. Sono prive di sensi, o sono ferite in modo grave, o semplicemente sono rimaste incastrate e non riescono a muoversi. Devono essere rimosse dalle lamiere e affidate ai soccorsi sanitari senza ulteriori traumi e il più rapidamente possibile.

Occorrono attrezzature che possano tagliare, tirare, piegare, spostare, sfondare e che siano trasportabili il più vicino possibile alla scena del sinistro, dove spesso i veicoli non riescono ad arrivare.

Queste attrezzature costituiscono il Kit da soccorso idraulico.

Il Kit da soccorso idraulico si compone generalmente di:
· un motore primo;
· un sistema di trasmissione;
· apparecchiature utensili (divaricatore cesoia, martinetti idraulici, sega diamantata);
· accessori di impiego.


Attrezzature: Taglio meccanico o chimico

Le attrezzature da taglio chimico o meccanico sono utilizzate in tutti quei casi in cui occorre tagliare, bruciare e fondere praticamente qualsiasi materiale, metallico o inerte. Tra le varie attrezzature abbiamo: lancia termica, martello perforatore o demolitore, motosega etc..


Attrezzature: Veicoli di soccorso

Per fronteggiare situazioni di varia natura e pericoli di diversa entità come quelli cui sono preposti i vigili del fuoco sono necessarie numerosissime attrezzature collocate su automezzi in grado di raggiungere prontamente il luogo dell'incidente.

Questi mezzi si differenziano sia per le dimensioni (che condizionano la manovrabilità e la capacità di carico e che li rendono adatti ad impieghi in diverse situazioni ambientali), sia per la ripartizione delle attrezzature tra risorse idriche ed antincendio, risorse per operazioni di forza, risorse per l'accesso a luoghi impervi, risorse per la protezione dei soccorritori e dei soccorsi.


Attrezzature: Apparati di illuminazione

I vigili del fuoco intervengono sui casi di emergenza 24 ore al giorno e in qualsiasi tipo di condizione atmosferica: che sia notte fonda, che ci sia una nebbia densa o che l'aria sia oscurata dalla opacità dei fumi e delle polveri sospese. Questo significa che i soccorritori debbono disporre anche di efficienti attrezzature per l'illuminazione e la segnalazione.


Attrezzature: Sollevamento e Tiro

Le attrezzature da Sollevamento e tiro vengono utilizzaze dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco per recuperare veicoli o rimorchi usciti dalla sede stradale, per spostare con un traino carichi caduti o alberi, o altre rovine che ingombrino il pubblico passaggio, o ancora, per recuperare corpi o persone infortunate da posizioni non accessibili ai veicoli.


Attrezzature: Dispositivi di Evacuazione

Queste attrezzature non sono specifiche di lavoro per vigili del fuoco.

Il loro impiego, in effetti, non è utile per migliorare l'efficacia dell'intervento di soccorso, né per aumentarne la velocità e nel complesso l'efficienza. Si tratta anzi di dispositivi impiegati assai raramente, e solo in situazioni fuori dall'ordinario: esclusivamente quando è indispensabile per evitare la morte o il ferimento grave di soccorritori e soccorsi.


Attrezzature: Gruppi idrici

Nelle operazioni di soccorso dei vigili del fuoco c’è spesso la necessità di pompare acqua o altri fluidi: per effettuare rifornimento idrico da una fonte esterna, per svuotare locali seminterrati allagati, per la raccolta di fluidi di qualsiasi tipo che si siano raccolti al suolo, o che abbiano formato pozze, o per travasarli da un recipiente inefficiente a uno sicuro.


Attrezzature: Sistemi di ventilazione

Nel soccorso per incendio in luoghi chiusi, un problema rilevante è quello del fumo, che ostacola la visibilità e costituisce quindi un pericolo per i soccorritori e una seria minaccia all’efficacia dell'intervento.
Per eliminare o diminuire il fumo durante l'intervento per incendio in luoghi chiusi, è necessario ventilare, sostituire i prodotti di combustione con aria fresca.
Si può creare una ventilazione naturale aprendo le finestre o dei varchi nelle murature e nelle coperture dei locali interessati; oppure si può ricorrere alla ventilazione artificiale mediante motoventilatore quando quella naturale è impossibile o insufficiente.


Attrezzature: Gli estintori

Per contenere e combattere un incendio è necessario intervenire subito, al massimo 15-20 minuti da quando è iniziata la combustione. A questo scopo è decisivo il primo intervento, che spesso può essere effettuato da qualsiasi persona si trovi sul posto. Il mezzo più efficace per questo primo intervento è rappresentato dagli estintori portatili. Occorre quindi che l'estintore sia messo in una posizione opportuna, affinché quando serve possa essere trovato subito; che sia controllato periodicamente; che sia impiegato correttamente.
Occorre soprattutto saper identificare il tipo più adatto di estintore in relazione alla natura del combustibile.


Attrezzature: IFEX

La IFEX, sigla che sta a significare Impulse Fire Extinguing Technology, è una nuova tecnologia creata per scaricare l'agente estinguente sul fuoco, mediante impulsi, ad una velocità molto elevata, in un periodo di tempo molto breve, creando una nube di acqua composta di goccioline finissime, che penetrano però ugualmente in profondità nel fuoco per la propria velocità di lancio.
Tale modalità di lavoro permette di spegnere il fuoco in modo rapido, e con la utilizzazione di un quantitativo estremamente ridotto di agente estinguente.

La fortissima nebulizzazione inoltre consente:
· l'abbattimento dei fumi durante l'avvicinamento al fuoco;
· la evaporazione di pressoché tutto l'estinguente lanciato, con un discreto abbassamento della temperatura locale;
· la limitazione dei danni secondari da acqua, dovuti ad un eccesso di portata o di pressione utilizzate.

 



Attrezzature varie

 

Autoprotettore

Durante gli interventi protegge le vie respiratorie

Dosimetro

Serve per rilevare il grado di assorbimento di radiazioni. In dotazione al nucleo NPC


Esplosimetro

Serve per rilevare un eventuale pericolo di esplosione in un ambiente


Gruppo taglio ossiacetilenico

Serve per tagliare lamiere, tubazioni metalliche, tondini di ferro del cemento armato, ecc


Rilevatore di gas

Rileva la presenza di gas in un locale


Rilevatori di gas tossici

Serve per rilevare il tipo di sostanza tossica in un locale

Rilevatore di monossido di carbonio

Serve per rilevare la presenza di monossido di carbonio in un locale

Rilevatore di ossigeno

Serve per sapere se in un locale c'è sufficiente presenza di ossigeno


Lancia termica

Serve per tagliare parti metalliche di grande spessore come travi in acciaio, binari o putrelle.

per approfondimenti   Vigili del Fuoco


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